Anime Factory si appresta a pubblicare in esclusiva Jeeg Robot D’Acciaio. Il robot gigante giapponese ormai entrato nell’immaginario collettivo degli italiani, sarà finalmente disponibile in home video a partire dal 14 marzo 2019, per la prima volta anche in alta definizione nel formato Blu-ray.

1975: la nascita di un mito

Il primo episodio della serie animata andò in onda in Giappone alle 18:00 di domenica 5 ottobre 1975 sull’emittente NET (oggi TV Asahi), precedendo di quattro anni la trasmissione italiana avvenuta nel marzo 1979.

L’esordio del manga originale era avvenuto pochi mesi prima sulla rivista TV Magazine di Kodansha, disegnato da Tatsuya Yasuda e ideato da Go Nagai, il geniale autore di classici robotici quali di Mazinga Z, il Grande Mazinga e Goldrake.

Chi è Hiroshi Shiba?

Il giovane Hiroshi Shiba è il protagonista della serie, l’unico in grado di trasformarsi in Jeeg diventando egli stesso la testa bionica del robot.

Pilota venticinquenne di Formula 1, appena nato è stato sottoposto dal padre scienziato ad una serie di esperimenti dal padre, il professor Shiba. A sua insaputa, Hiroshi è così diventato un essere umano invulnerabile, nel cui petto si trova una campana di bronzo miniaturizzata. Tale è la campana che consentirebbe al popolo Yamatai di conquistare il mondo.

Le chiamavano dotaku

La scelta della campana di bronzo, è individuabile nei richiami alla cultura tradizionale giapponese dalla quale nasce l’universo narrativo di Jeeg. Seppur fornita di prodigiose caratteristiche, quella che il professor Shiba ha collocato nel petto del figlio è una delle oltre quattrocento ritrovate.

Note col nome di dotaku, sono campane in bronzo risalenti al periodo Yayoi, la cui importanza è connessa al loro utilizzo in rituali sciamanici per invocare divinità. La loro sacralità può essere ricollegata al fatto che, mentre in Corea erano realizzate in ferro, in Giappone i metalli per produrle furono scarsi fino al VII secolo a.C. e, di conseguenza, il bronzo veniva considerato un metallo prezioso.

I guerrieri Haniwa e la regina Himika

Altro riferimento storico presente nell’anime è legato alle statuette Haniwa che, raffiguranti animali, persone o dei semplici oggetti, dal 250 a.C. al VI secolo venivano seppellite insieme alle personalità più importanti, al posto dei loro servitori.

Se quelle composte da cavallo e cavaliere vengono ricordate quando Jeeg si unisce ad Antares assumendo le sembianze di un centauro, altre in forma di guerrieri, compongono l’esercito della regina Himika nella prima parte della serie.

Quest’ultima, potrebbe riprendere la regina Himiko (o Pimiko), che sembrerebbe essere realmente esistita tra il 175 e il 248 d.C. e che, sovrana del popolo di Yamatai, pare fosse in grado di mettersi costantemente in contatto con gli dei tramite le proprie arti magiche.

Takeru e l’astronave dell’impero Yamatai

Il guerriero prediletto dalla regina Himika è senza dubbio Takeru, il cui nome completo fu nella realtà Takeru Yamato, l’equivalente nipponico del cavaliere senza macchia e senza paura del medioevo europeo. 

Principe giapponese semileggendario, fu probabilmente figlio dell’imperatore del Giappone e visse combattendo eroicamente in un periodo compreso tra il 200 e il 500 d.C.

Con un nome che significa letteralmente “Eroe del Giappone”, rappresenta un altro riferimento storico che possiamo scovare nelle avventure di Jeeg, insieme all’astronave dell’impero Yamatai, rilettura in chiave fantascientifica di Orochi, un mitologico drago a otto teste che dominava la provincia di Izumo e richiedeva vergini in sacrificio.