Il momento dello scontro decisivo tra il dominatore e il salvatore è ormai giunto e le stelle hanno decretato il vincitore. In Ken il Guerriero – La Leggenda di Raoul assistiamo al combattimento fra Raoul e Kenshiro, il cui esito sancisce il destino della Divina Scuola di Hokuto e dell’intera umanità.

L’estremo saluto

Per commemorare la morte di Raoul rappresentata nel film, dieci giorni prima dell’uscita nei cinema giapponesi di Ken il Guerriero – La Leggenda di Raoul, si è svolta una cerimonia funebre in onore del maggiore dei fratelli di Hokuto.

Già in passato si erano svolte commemorazioni in occasione della dipartita di personaggi di opere di finzione, come Toru Rikishi dal manga di Asao Takamori e Tetsuya Chiba Rocky Joe (Ashita no Joe, Joe del domani) e Kazuya Uesugi dal manga Touch di Mitsuru Adachi.

A rendere unico questo evento è stato il suo svolgimento in un edificio religioso, ossia il tempio buddista Koyasan Tokyo Betsuin, sito a Tokyo nell’area residenziale di Takanawa e centro della scuola Shingon.

Era il 18 aprile 2007 e alla cerimonia, insieme agli autori del manga originale Buronson e Tetsuo Hara, era presente anche Nobuhiko Horie, editor per Shueisha del manga classico nonché produttore esecutivo e sceneggiatore del film. Oltre a loro, l’attore Takashi Ukaji, interprete del ruolo di Raoul, e Nobuaki Kakuda, già artista marziale attivo nella lega giapponese di lotta K-1, che nel film ha prestato la propria voce al pirata Orca Rossa.

Il cantante Shinji Tanimura ha coperto la funzione di presidente del comitato funerario e circa tremila appassionati si sono radunati per assistere all’evento, nel corso del quale la cantante Wakana Ootaki e la compositrice Yuki Kajiura (dei collettivi musicali FictionJunction e Kalafina) hanno eseguito dal vivo il brano del film “Where the lights are”, e si è esibito il corpo di ballo Thunder Dance.

Nella cerimonia hanno trovato spazio anche le celebrazioni degli altri personaggi deceduti nel corso della serie, con tanto di statue dedicate poste a corredo della scenografia, i cui preparativi sono cominciati a partire dal primo mattino. Tra le statue presenti, quella di Raoul a cavallo del suo destriero Re Nero ha richiesto sei mesi di lavoro per essere realizzata. Inoltre, era esposto un enorme ritratto alto due metri e largo uno e mezzo concepito per l’occasione da Tetsuo Hara.

La manifestazione è stata accompagnata dalla pioggia, come se anche il cielo avesse voluto partecipare all’evento, insieme ai rintocchi della campana nella notte di Tokyo e alle preghiere dei monaci. Si è trattata di una vera e propria shokonshiki (cerimonia dell’elevazione dello spirito) buddista, svoltasi in un luogo di culto tanto straripante di presenti da richiedere l’impiego di maxischermi esterni, mentre gli ospiti d’onore nelle prime file toccavano le proprie collane buddiste affinché l’anima di Raoul venisse “restituita alla sua stella madre”.

“Della vita che ho vissuto, non ho alcun rimpianto.” (Raoul)

“Profondamente commossi, salutiamo oggi la dipartita della vostra anima” non poteva essere altro che la frase d’apertura del funerale dell’eroe caduto, con sette sacerdoti che cantilenavano il lamento per i morti e l’incredibile mole di partecipanti vestiti di nero lutto.

All’insegna di una partecipazione che, seppur legata a una figura immaginaria, è stata vissuta dagli appassionati in maniera decisamente reale, come testimonia anche uno dei diversi necrologi letti durante la manifestazione: “Quando nella mia vita non riuscivo a trovare la strada, il tuo esempio mi ha dato un grande coraggio. Immagino quanto fosse difficile e importante essere onesti e coerenti nel mondo devastato dalla guerra nucleare, dove erano andati smarriti ogni ordine e logica”.